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Eleanor di Eleanor LeJune - Romanzo Erotico - Introduzione: Emmanuelle e i suoi figli di Graziano Benelli |
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Certo, qualcuno potrebbe obiettare che una particolareggiata descrizione di una manipolazione del sesso maschile è pornografia, e ciò potrebbe anche essere vero, ma Emmanuelle ribalta la situazione quando parla dell’esaltazione che le comunica il seme maschile quando lo riceve sul proprio corpo in lunghi zampilli bianchi e odoranti. Qui siamo nell’erotismo più profondo. La donna gode con il corpo e il cervello. Ella accresce il suo piacere con la fantasia. Non tutte le donne godono con il cervello. Ne conosco molte a cui lo sperma maschile fa schifo e lo ritengono aspro e maleodorante. Lo stesso vale per tutti quegli uomini a cui fa disgusto usare la lingua per far godere la propria donna. Ecco, sta proprio in ciò la differenza tra un volgare atto sessuale teso solo a placare un impellente bisogno fisico ed uno teso a creare quella che io definisco la poesia e l’estetica del coito. Scrive Graziano Benelli nel suo saggio Emmanuelle e i figli suoi con riguardo al gergo della parola: “Il ritorno della parola rimossa corrisponde dunque, nel nostro caso, all'inserimento del gergo erotico nella letteratura di massa, alla presenza della parola «volgare» nel romanzo. Bisogna però considerare che il gergo è, in molti casi, difficilmente accertabile, poiché varia a seconda dei parlanti e delle loro abitudini. Non solo, ma (ancora più spesso) la parola del gergo nasce, specialmente nel campo erotico, da una metafora, la quale col trascorrere del tempo si scolorisce sempre più, per diventare parola autonoma. Così abbiamo metafore non più riconoscibili dal fruitore (metafore spente), altre in via di estinzione, altre ancora di recente creazione e dunque facilmente avvertibili; si tratta comunque sempre di figure, e come tali dovranno essere considerate. Ciò che interessa ai nostri fini, è riconoscere le metafore create dal Potere rispetto a quelle forgiate dai dominati, per stabilire in che misura si ha, nel porno-romanzo, il ritorno della parola proibita. Operazione non sempre agevole questa, specialmente quando ci si trova di fronte a metafore nuove, ancora prive di una collocazione sociale; nell'insieme però è possibile arrivare a distinguere con sufficiente certezza il lessico dominante da quello «volgare», poiché nell'uno e nell'altro campo vi sono parole-chiave, il cui valore è indiscutibile. Queste parole-chiave, usate con una certa frequenza e soprattutto con un certo compiacimento (paragonabile a quello dell'esibizionista), coinvolgono, tingendo della loro connotazione, anche quei vocaboli che, per vari motivi, non si sono ancora prestati a essere «volgarizzati », metaforizzati (per cui il porno-romanzo è costretto sovente a pescare nel lessico dominante per mancanza di segni alternativi). Passando al confronto del lessico erotico reperito nei nostri due romanzi, è possibile affermare con sicurezza che in Emmanuelle il gergo è totalmente assente; non solo, ma spesso l'autore potendo giocare (sempre all'interno del lessico dominante) su due o più termini, predilige quello meno forte, quello meno carico di significato scandalistico” Graziano Benelli mette in risalto come l’Arsan si propone nei suoi romanzi di usare un tono perbenista: si può parlare di tutto, purché lo si faccia coi vocaboli designati dal Potere. Personalmente, pur riconoscendo che ciò che scrive Benelli è parzialmente vero, ciò che non condivido è il fatto che lui attribuisce all’autrice di Emmanuelle una volontà di compiacere il potere mentre a mio avviso l’uso sapiente dei vocaboli è una precisa volontà di non cascare nel volgare. “Questo carattere «puritano» si manifesta maggiormente là dove si parla del sesso maschile, poiché quest'ultimo possiede, nella lingua francese, un numero di metafore superiore a quello del sesso femminile. In Emmanuelle non solo vengono ignorati i vocaboli appartenenti al gergo, ma anche facili e innocue metafore come feve e mât, il sesso maschile è designato quasi soltanto con gli specialistici termini membre, pénis, phallus, verge” Da notare che nella letteratura francese erotica, sino ad allora, si erano usati vocaboli come: chinois, cylindre, dard, engin, hache, mèche, sabre, tige, tison, tringle e quelli ancora più volgari di: queue, pine e bitte. Per Benelli è che sul romanzo erotico, che non vuol essere classificato porno, “pesa parte di quella contraddizione che abbiamo visto essere del romanzo erotico; per poter diventare (relativamente) di massa, il porno-romanzo ha dovuto far i conti col perbenismo del Potere e con quello (magari inconscio) di molta parte dei fruitori; ha dovuto insomma confondere le proprie carte e stare al gioco.” Ancora una volta non mi trova d’accordo. L’Arsan ha voluto cantare le gioie del sesso in una società cattolica e perbenista che vuol far passare il piacere per peccato. Vuole avvelenare ciò che c’è di più bello al mondo: la compenetrazione delle anime nel rapporto fisico. Che duri un attimo o una vita l’incontro di due esseri è sempre amore se l’atto sessuale viene vissuto intensamente con il cervello e i sensi.
Il romanzo è in vendita su Amazon in formato ebook.
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